La società pubblica Elettricità del Libano (EDL) ha iniziato a diminuire la produzione, oggi ridotta a sei ore al giorno. La compagnia ha annunciato che a causa della mancanza di mezzi cesserà ogni attività al più tardi dal 22 giugno 2021.

Venerdì 14 maggio 2021, le navi-centrali turche di Zouk e Jiyé hanno cessato la produzione: non vengono pagate da 18 mesi e il procuratore di Beirut ne aveva bloccato l’attività nell’ambito di un’inchiesta per corruzione. EDL deve già 180 milioni di dollari alla società turca Karpowership.

Le centrali libanesi non hanno più mezzi per acquistare carburante. Il parlamento ha annullato la legge 215/2021, che permetteva di attingere ai fondi della Banca Centrale per acquistarne.

Il 22 giugno gli ascensori smetteranno di funzionare. Anche i climatizzatori. Sarà impossibile ricaricare i telefoni portatili e lavorare con i computer.

Una piccola riserva di elettricità sarà tuttavia a disposizione di alcuni ospedali.

Dei privilegiati potranno ancora acquistare benzina e produrre elettricità con gruppi elettrogeni. Ma il terzo della popolazione, che già non mangia a sufficienza, non potrà mai permetterselo.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo