È stato stipulato un accordo segreto tra Esercito Arabo Siriano, Russia, Stati Uniti e Unità di Protezione delle Forze Kurde del Popolo per coordinare l’azione contro Daesh a Raqqa.

La notizia, dapprima pubblicata il 23 luglio scorso dall’agenzia di stampa del Qatar, Almodon, è stata poi smentita e infine ripresa da The Independent (Londra) [1].

Dall’inizio della guerra contro la Siria nel 2011 e fino al 2014, le milizie kurde si batterono a fianco dell’Esercito arabo siriano. Tuttavia, il 31 ottobre 2014, quando Francia e Turchia s’impegnarono per creare uno Stato kurdo in Siria (dove i kurdi sono massicciamente presenti solo dagli anni Ottanta) verso cui espellere i kurdi del Kurdistan Turco, parte di queste milizie passò nel campo della NATO. Da quel momento Damasco cessò di pagar loro il salario e di rifornirle in armi. Queste stesse milizie si spostarono nuovamente nel campo siriano quando la Turchia iniziò a massacrare i kurdi e il presidente degli USA, Donald Trump, diede nuovi obiettivi al proprio esercito.

Si tratta del secondo accordo concluso quest’anno. L’accordo su Raqqa segue infatti quello di Manbij/Al-Bab, in base al quale i territori liberati dai kurdi dall’occupazione turca sono stati restituiti a Damasco.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo