La Repubblica Popolare di Cina, che per lungo tempo ha dovuto far fronte alla setta del Falun Gong [1], oggi assiste con stupore al risorgere del «Movimento del ritorno a Gerusalemme».

Questa setta evangelica, potente negli anni Venti nella provincia di Shandong (nord-est della Cina), regione di tradizione religiosa sincretista, poi scomparsa con la rivoluzione nazionalista, oggi sta risorgendo, soprattutto tra la diaspora cinese in Africa.

La setta è diretta dal Regno Unito da Fratello Yun (foto), il cui vero nome è Liu Zhenying. Questo pastore sarebbe evaso da una prigione di massima sicurezza cinese, grazie al suo potere di rendersi invisibile. Avrebbe anche digiunato per 80 giorni, dimostrando una resistenza doppia rispetto a quella di Cristo.

I missionari della setta si spostano lungo i cantieri della via della seta, insinuando tra la diaspora un’ideologia anticomunista e presentando il presidente Xi Jinping come un falso dio.

Negli ultimi tempi il movimento sta cercando di mettere radici in Cina Popolare, approfittando del ritorno dei cinesi della diaspora. Beijing sembra ora prendere molto seriamente il pericolo che rappresenta.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] «Le Falun Gong, arme de la CIA contre le “Grand dragon rouge”», par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 20 août 2008.