Il 26 giugno 2020 il governo iraniano ha annunciato che in Libia sosterrà militarmente il presidente el-Sarraj, ossia i Fratelli Mussulmani.

Va ricordato che il presidente el-Sarraj, insediato dagli anglosassoni, è stato poi riconosciuto dalle Nazioni Unite, che così facendo credevano di finirla con i Fratelli Mussulmani in Libia. Solo dopo essere diventato, di fatto, l’unica autorità legale del Paese, el-Sarraj ha rivelato i propri legami con la Confraternita.

I Fratelli Mussulmani sono un’organizzazione politica segreta, creata in Egitto da Hassan el-Banna, nel quadro dell’invenzione britannica di una particolare forma d’islam finalizzata alla conquista del Sudan per mezzo dell’esercito egiziano e dell’università al-Azhar del Cairo.
Dopo la seconda guerra mondiale, gli anglosassoni hanno riorganizzato la Confraternita sul modello della franco-massoneria occidentale e l’hanno utilizzata in molti Paesi per spingere il loro programma imperialista.
Il piano degli anglosassoni delle “Primavere arabe” doveva portare al potere, un po’ ovunque nel Medio Oriente Allargato, i Fratelli Mussulmani. La Confraternita svolse un ruolo centrale nel rovesciamento da parte della NATO della Jamahiriya Araba Libica (si legga assolutamente il nostro studio in sei parti sulla storia mondiale dei Fratelli Mussulmani).

Mostrando di sostenere i Fratelli Mussulmani, l’Iran si riallaccia alla politica antecedente la Rivoluzione islamica – quando lo scià Reza Pahlevi era il «gendarme degli Stati Uniti in Medio Oriente» – nonché alla politica degli anni Novanta, quando i Guardiani della Rivoluzione venivano mandati in Bosnia Erzegovina a combattere a fianco dei sauditi, agli ordini della NATO [1].

Le forze iraniane si batteranno nuovamente agli ordini della NATO, questa volta a fianco dei turchi.

L’opinione pubblica occidentale, avvelenata da lunghi anni di propaganda, non ha colto i molteplici capovolgimenti di posizione dell’Iran negli ultimi quarant’anni e continua, a torto, a considerarlo Paese monolitico.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] Wie der Dschihad nach Europa kam, Jürgen Elsässer, NP Verlag (2005). Intelligence and the war in Bosnia 1992-1995 : The role of the intelligence and security services, Nederlands Instituut voor Oologsdocumentatie (2010).