Il 30 marzo 2018 il presidente Recep Tayyip Erdoğan, in un discorso tenuto dopo l’incontro del presidente Macron con una delegazione dello YPD, ha voluto mettere in guardia Parigi.

Secondo l’Eliseo, Emmanuel Macron ha ricevuto una delegazione delle FDS (Forze Democratiche di Siria), che altro non sono che un’etichetta dello YPD, l’organizzazione sorella del PKK turco.

Secondo l’ex capo di stato-maggiore turco, generale Ilker Başbuğ, il PKK e lo YPD, dopo essere stati organizzazioni marxiste-leniniste pro-sovietiche e pro-siriane, sono diventati gruppi anarchici pro-atlantisti.

Il presidente Erdoğan ha sottolineato che la Francia ospita a Parigi sedi del PKK e dello YPD, nonostante queste organizzazioni siano responsabili di molti attentati, costati la vita a 40.000 cittadini turchi. La Turchia non ha bisogno d’intermediari con gruppi terroristi, ha scandito il presidente.

Minaccioso, Erdoğan ha dichiarato che la Francia, non facendo marcia indietro, non potrà non subire le conseguenze della sua politica sul proprio territorio; una minaccia che non può non rammentare quella a suo tempo pronunciata prima degli attentati di Parigi e di Bruxelles.

Il ministro turco degli Esteri, Mevlüt Çavuşoğlu, ha telefonato all’omologo francese, Jean Yves Le Drian, per esprimergli il proprio sconcerto.

L’Eliseo ha precisato che, contrariamente alle dichiarazioni dell’”ambasciatore” del “Rojava” a Parigi, la Francia non prevede operazioni in Siria al di fuori della Coalizione Internazionale; spiegazioni che non modificano la sostanza del problema, perché è proprio la Coalizione che ha creato la copertura delle FDS al fine di poter continuare a utilizzare i mercenari del PKK-PYD contro Damasco.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo