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I cicloni Gustav Ike che colpirono i Caraibi nei mesi di agosto e settembre 2008, si rivelarono particolarmente mortali in alcune nazioni come Haiti, Giamaica, e la Repubblica dominicana, dove diverse centinaia di persone perirono in conseguenza del loro passaggio. Negli Stati Uniti, Gustav causò 26 vittime e Ike 51 [1]. Cuba riscontrò solamente cinque morti , grazie alla prevenzione e alle evacuazioni di massa che ebbero luogo e che permisero alle autorità di proteggere la popolazione. Più di 2,5 milioni di persone furono messe al sicuro e furono utilizzati più di 10.000 veicoli per la loro salvaguardia. In totale si mobilitarono 87.000 persone per la salvaguardia della vita umana. [2]

" El Estado Mayor Nacional de la Defensa Civil" riferì in sostanza che la perdita di sette vite al passaggio del recente uragano, non fu la diretta conseguenza degli effetti di Ike stesso, ma la mancanza di una rigorosa applicazione delle misure ordinate dalla « Protezione Civile ». Infatti, alcune vittime tornarono alle loro case prima che le autorità dessero la « luce verde », altri rifiutarono di evacuare o cercando di togliere l’antenna televisiva dal proprio tetto [3]

Ma i danni materiali furono notevoli. Il paese è devastato.. L’uragano Gustav distrusse quasi 125.000 case [4] Il passaggio dell’ uragano Ike ne danneggiò altre 323.800. In totale, più di 450.000 case sono state colpite in misura diversa, secondo l’istituto Nacional de Vivienda. [5]

La maggior parte delle colture furono colpite e centinaia di migliaia di animali morirono, potendo dar luogo ad una grave crisi alimentare nel Paese. Più di 700.000 tonnellate di cibo sono state distrutte. La produzione e distribuzione alimentare è diventata la priorità del governo cubano. I supermercati di tutta l’isola sono con gravi problemi di forniture. [6]

Le autorità cubane hanno valutato le perdite in cinque miliardi di dollari. L’infrastruttura elettrica è fortemente danneggiata, raggiungendo il 100% di danni nell’isola della Gioventù. Molte le forniture di acqua potabile sono state distrutte. Il governo ha sottolineato che "anni di intenso lavoro" aspettano la popolazione cubana [7]

Le autorità sono state esplicite con i cittadini e annunciano tempi duri: "Sarebbe illusorio e dannoso pensare che le riserve materiali in possesso ad un piccolo paese come Cuba con una limitata capacità finanziaria e con una guerra economica in atto da oltre mezzo secolo, possano essere sufficienti per risolvere il disastroso passaggio di Gustav e Ike [...]. È impossibile risolvere i danni causati con le risorse disponibili. [8]

Tutte le riserve nazionali, create in previsione di un attacco militare degli Stati Uniti sono state messe a disposizione della popolazione: cibo, combustibile, materiale per la costruzione, medicine e così via. Il generale Carlos M. Lezcano Pérez, presidente dell’ Instituto Nacional de Reservas Estatales, ha sottolineato che "tutte le riserve, senza eccezione, sono state utilizzate per soddisfare le esigenze del popolo" [9].

L’ipocrisia della Casa Bianca

La solidarietà internazionale è stata immediata, ma non sufficiente. Diversi paesi come il Venezuela, Russia, Spagna, Cina, Perù, Bolivia, Argentina e Brasile, hanno offerto aiuti umanitari di emergenza a Cuba, e questi aiuti sono arrivati rapidamente. [10] Spagna, Russia, Cina e Venezuela sono stati tra i primi [11]. Naturalmente, tutte queste nazioni hanno aiutato incondizionatamente Cuba.

Washington ha proposto un aiuto umanitario di 100.000 dollari a Cuba. Gli Stati Uniti hanno riferito al governo di Cuba che sarebbero disposti a fornire aiuti umanitari immediati per i cubani colpiti dall’ uragano Gustav ", dichiarò Sara Mangiaracina, portavoce del Dipartimento di Stado. [12]

Ma l’offerta degli Stati Uniti, è ipocrita. Infatti, due condizioni sono state imposte a Cuba. Da un lato, L’Avana avrebbe dovuto accettare l’ispezione di un gruppo di esperti degli Stati Uniti per valutarne i danni ed i bisogni, come se i cubani non fossero stati in grado di effettuare tali valutazioni. Dall’altro gl’aiuti dovevano essere distribuiti esclusivamente attraverso le organizzazioni non governative, vale a dire gli organismi di estrema destra in Florida, ferocemente contrari al governo revolucionario. [13]

L’offerta degli Stati Uniti, non può essere considerata seriamente. Mentre Cuba ha subito danni pari a cinque miliardi di dollari, Washington, la prima potenza mondiale, ha proposto solamente l’insignificante somma di $ 100.000 Per fare un confronto, Timor Leste, il piccolo arcipelago del Pacifico, con molti più problemi economici e sociali, ha offerto aiuti cinque volte superiori [14]

Ad esempio , la Casa Bianca ha dato un aiuto di 20 milioni di dollari ad Haiti, una somma che è 200 volte superiore a quella proposta a Cuba, tenendo anche conto che Haiti ha una popolazione due volte inferiore e i danni materiali, se pur considerevoli, sono stati inferiori a quelli di Cuba. [15] Anche Jorge Mas Santos, presidente della Fundación Nacional Cubano Americana, un’organizzazione di estrema destra con sede in Florida, visceralmente contrari al governo di L’Avana, ha descritto l’aiuto proposto dalla amministrazione Bush per Cuba " francamente un insulto’ [16]

La risposta da La Havana

Da parte sua, la diplomazia cubana ha risposto con un comunicato al Dipartimento di Stato mettendo in evidenza le sue doppie intenzioni. L’Avana ha ricordato, in primo luogo, che l’invio di un team di specialisti per valutare i danni non era ed è necessario perché "Cuba ha sufficienti specialisti" per l’esecuzione di tali lavori. [17]]

Quindi, il Ministero de le Relaciones Exteriores si mostrò abbastanza esplicito: "Se il governo degli Stati Uniti ha una vera e propria volontà a collaborare con il popolo cubano, si sollecita di consentire la vendita a Cuba di materiali essenziali, come le coperture per tetti, materiali per riparare e ripristinare le reti di elettricità ", sottolineo la dichiarazione. Cuba, chiese anche a Washington di eliminare le restrizioni che impediscono alle imprese statunitensi di concedere crediti commerciali privati, per l’acquisto di prodotti alimentari. Infatti, le sanzioni economiche vietano alle multinazionali americane la vendita alimentare a credito a Cuba. [18]

"Il governo degli Stati Uniti si sta comportando con cinismo, ha detto La Habana, che non crede nella volontà di Washington a collaborare. "Perché il governo degli Stati Uniti si rifiuta di consentire a Cuba l’acquisto di materiali per riparare il tetto o componenti per ripristinare le reti di elettricità?", Ha chiesto il governo di Raúl Castro. "Perché vieta alle società statunitensi e alle loro filiali dislocate in qualunque paese, di offrire credito privato a Cuba per l’acquisto di prodotti alimentari che sono attualmente fondamentali ed essenziali per garantire l’alimentazione della popolazione colpita e necessarie per ricostituire le riserve del paese in attesa di nuovi uragani? " [19]

Cuba ha ricordato che non ha chiesto alcun favore agli Stati Uniti, "Semplicemente, che gli permetta di acquistare". "Tutto il resto è pura retorica, pretesti e giustificazioni che nessuno crede", ha detto Avana [20].

Le autorità cubane hanno sottolineato che le sanzioni economiche in vigore dal 1960 hanno per la nazione ogni anno, un costo superiore ai danni causati da uragano Gustav. Nel solo 2007, il blocco economico ha avuto un costo di 3.700 milioni di dollari per il paese. "L’unica cosa corretta, etica, e in conformità con il diritto internazionale e con la quasi unanime volontà dell ’Assemblea generale delle Nazioni Unite, sarebbe di rimuovere totalmente e permanentemente il feroce e crudele blocco economico, commerciale e finanziario, applicato per quasi mezzo secolo contro la nostra patria" [21]

Un atteggiamento cinico

Quando i media occidentali misero in dubbio il Dipartimento di Stato americano in merito alle condizioni discriminatorie degli aiuti per Cuba, Sean McCormak non fu in grado di rispondere. [22] Il Segretario di Stato Condoleezza Rice respinse duramente qualsiasi supposizione di alleggerire le sanzioni che interessano e danneggiano il popolo cubano. "Non credo che abolire l’embargo con il contesto attuale sia intelligente",dichiarò. [23]]. È stata anche respinta l’idea di una moratoria temporanea [24].

Il New York Times condannò la decisione della amministrazione Bush con un vibrante editoriale: "L’embargo contro Cuba è stata una delle peggiori politiche mai concepite”. Washington non ha accettato la richiesta di Cuba per l’acquisto di materiali da costruzione per ricostruire case e riparare la rete elettrica devastata. Non consentirà a Cuba di comprare cibo a credito negli Stati Uniti e finora ha rifiutato di eliminare le restrizioni sul denaro da inviare ai loro parenti per i cubani che vivono negli Stati Uniti [25]

Infatti, dal 2004, la Casa Bianca ha drasticamente limitato la quantità di denaro che i cubani negli Stati Uniti possono inviare alle loro famiglie, con l’obiettivo di soffocare la popolazione dell ’isola. La somma è di soli 100 dollari al mese da inviare solamente ai nonni, genitori, fratelli e sorelle, mogli e figli. Zii, zie, cugini e nipoti non possono nemmeno ricevere un soldo.

Il candidato democratico alla presidenza, Barack Obama, la Chiesa cattolica e vari congressisti hanno invitato George W. Bush a togliere le restrizioni per la valuta come pure quelle relative al viaggio Invano. Attualmente, i soggiorno dei cubani nel loro paese d’origine sono limitate a 14 giorni ogni tre anni, nella migliore delle ipotesi, a condizione di ottenere un permesso da parte del Dipartimento del Tesoro. [26]

Un altro confronto eloquente: secondo l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), Washington, nel 2007 spese quasi 45 milioni di $ per rovesciare il governo cubano. A questo si aggiungono al bilancio i $ 46 milioni spesi per sovvertire l’isola cubana tramite Radio e TV Marti. Vale a dire un totale di $ 91 milioni. Per fornire un aiuto d’urgenza alle vittime deli cicloni, solo hanno offerto la misera somma di $ 100.000, imponendo condizioni inaccettabili per la Habana. [27]

Questo caso dimostra come gli Stati Uniti possono essere spietati e senza scrupoli nei confronti del popolo cubano. Il cinismo e l’ipocrisia nuovamente caratterizzato l’amministrazione Bush. Mentre la popolazione dell ’isola è nel profondo caos e si trova ad affrontare una grave crisi alimentare, Washington ha respinto categoricamente qualsiasi aiuto serio verso Cuba.

D’altro canto, come sarebbe possibile prendere seriamente in considerazione qualsiasi proposta di aiuto degli Stati Uniti, quando è noto che tutti i governi nordamericani dal 1959, ed in particolare l’attuale amministrazione Bush, hanno fatto di tutto per soffocare e netraulizzare il popolo di Cuba? Come si fa ad immaginare anche solamente per un attimo che i cubani sarebbero disposti ad accettare una donazione, anche se considerevole, da una nazione che li assedia da oltre mezzo secolo?

L’ex presidente Fidel Castro disse che l’ultima offerta degli Stati Uniti di fornire un aiuto di 5 milioni di dollari, fu respinta "per dignità". "Se invece di cinque milioni fossero mille miliardi di dollari, la risposta sarebbe la stessa. Il danno in migliaia di vite umane, sofferenze e più di 200.000 milioni di dollari che è costato il blocco sino ad ora e le aggressioni degli Stati Uniti, non possono essere pagate con niente’ [28]

Washington in risposta non ha esitato ad ingannare l’opinione pubblica affermando che consentirebbe la vendita del legno e prodotti alimentari a Cuba, per un importo di $ 250 milioni di dollari. I media occidentali riceverono questo come una misura eccezionale da parte degli Stati Uniti in risposta alla devastazione ciclonica. In realtà, nulla potrebbe essere più lontano dalla verità, visto che Cuba può comprare legno e prodotti alimentari da imprese americane dal 2002. Nel 2002 il commercio tra Cuba e gli Stati Uniti si è attestato a 173,6 milioni di dollari, 327 milioni nel 2003, 431,1 milioni nel 2004, 473 milioni nel 2005, 483,3 milioni di euro nel 2006, 515,8 milioni nel 2007 e 425 milioni di euro nel primo semestre 2008. Come si può facilmente verificare, le dichiarazioni degli Stati Uniti sono solo una cortina di fumo. [29]

Un confronto edificante

Ultimo confronto: dopo gli attentati dell ’11 settembre, 2001, Cuba mise tutti i suoi aeroporti a disposizione degli Stati Uniti, senza imporre alcuna condizione. Nel 2005, dopo la tragedia di Katrina, che ha devastò New Orleans, L’Avana propose l’invio di 1.500 medici senza chiedere nulla in cambio.

Da una parte, il governo rivoluzionario sa mettere da parte le differenze per salvare vite umane. Dall’altra parte, l’odio e il rancore hanno prevalso su tutto , anche davanti ad un cataclisma come Ike e Gustav. [30] Il fanatismo della Casa Bianca sembra non avere limiti.

Tuttavia, il popolo di Cuba non sente alcun astio verso il popolo americano. Il governo di L’Avana non ha mai favorito il risentimento verso loro. Al contrario, sempre hanno precisato che l’unico convinto nemico di Cuba è il governo di Washington.

La squadra di calcio degli Stati Uniti, che fece la sua prima partita a Cuba fu accolta nel 2008 calorosamente dal popolo cubano Tim Howard, portiere della squadra nazionale degli Stati Uniti, rimase stupefatto durante il suo soggiorno: "Un messaggio ai nostri compatrioti che sono rimasti a casa… Cuba è fantastica…Qui, abbiamo ricevuto solo manifestazioni d’amore " [31]

L’Avana ha teso tanti rami di ulivo verso Washington, ma sono stati respinti sempre con sdegno. Il governo americano vuole una resa incondizionata del popolo cubano e continua a non perdonare loro disobbedienza del 1959. Ma i figli di José Martí hanno già dimostrato che non sono disposti a negoziare la loro indipendenza, qualunque sia il prezzo da pagare. E’ giunto il momento di porre fine a sanzioni economiche ingiuste, anacronistiche e soprattutto, disumane.

Traduzione a cura di Francesco (Italia-Cuba).

[1] The Associated Press, «Ike-Related Storm Deaths State by State», 17 de septiembre de 2008. 1 L’Associated Press, "Ike Storm decessi correlati da Stato membro", 17 settembre 2008.

[2] Granma, «Lamentable pérdida de siete vidas humanas al paso de Ike», 12 de septiembre de 2008. 2 Granma, "Purtroppo la perdita di sette vive in armonia con Ike», settembre 12, 2008.

[3] Ibid.

[4] Ronald Suárez Rivas, «Housing, the Greatest Challenge», Granma, 2 de septiembre de 2008. 4 Ronald Suarez Rivas, "Abitazione, la più grande sfida", Granma, 2 settembre, 2008.

[5] Le Journal du Dimanche ", Ike a endommagé 200 000 abitazioni a Cuba, settembre 11, 2008; Marta Hernandez," Più di 320.000 case danneggiate, "Granma, settembre 11, 2008. Orfilio Pelaez, «Pérdidas millonarias en la vivienda », Granma, 13 de septiembre de 2008. Orfilio Pelaez, "Sconfitta miliardi in materia di alloggi," Granma, settembre 13, 2008.

[6] Granma ", Cuba priorità alimentazione colpito da uragano Gustav, settembre 5, 2008, Prensa Latina," Cuba continua valutazione dei danni e di recupero da uragano Ike », settembre 11, 2008; Freddy Perez Cabrera," Recupero di tutto connessi alla produzione alimentare ", Granma, settembre 11, 2008, EFE," Supermercati a L’Avana hanno problemi di approvvigionamento ", settembre 16, 2008; Wilfredo Cancio Isla," hanno perso 700.000 tonnellate di prodotti alimentari " Il Nuovo Herald, settembre 12, 2008.

[7] Andrea Rodriguez, "Cuba stimato a 5.000 milioni di dollari i danni lasciati da Ike e Gustav," L’Associated Press / El Nuevo Herald, settembre 15, 2008, la Associated Press, "Cuba stime Gustav, Ike di risarcimento del danno da $ 5 miliardi ’ , Settembre 16, 2008, Granma, "Information Officer dati preliminari sui danni causati da uragani e Gustav Ike», settembre 16, 2008.

[8] aria Julia Mayoral & Raul Abreu, "Essi coprono le riserve di vitale importanza per l’approvvigionamento Persone", Granma, settembre 12, 2008.

[9] bid.

[10] Granma, «Numerosas muestras de solidaridad y apoyo a Cuba», 4 de septiembre de 2008;

[11] Anneris Ivette Leyva, «Arriban primeros artículos de ayuda humanitaria rusa», Granma, 5 de septiembre de 2008; Granma, «Donación de China a Cuba para resarcir daños por huracán», 5 de septiembre de 2008; Granma, «Agradece Cuba ayuda humanitaria de España», 5 de septiembre de 2008.

[12] Juan Carlos Chávez, «EEUU condiciona la ayuda a Cuba», El Nuevo Herald, 6 de septiembre de 2008.

[13] Anita Snow, «Cuba Declines US Disaster Assessment After Gustav», The Associated Press, 6 de septiembre de 2008. ] ]

A Cuba, il cinismo della politica di Washington e l’uso politico della tragedia naturale che li ha colpiti in pieno cuore furono poco apprezzati. In effetti, Washington è l’unica capitale che pose condizioni per il suo aiuto, mentre gli altri paesi offrirono sostegno immediato, senza imporre alcun obbligo. Washington pose delle condizioni per il suo aiuto, fra i vari paesi colpiti dal ciclone, solamente a cuba. Il carattere discriminatorio della posizione degli Stati Uniti su Cuba è percepita dal governo cubano come un insulto.

Frank Mora, uno studioso di Cuba presso il National War College di Washington, ha ricordato che: «"In passato, gli Stati Uniti hanno agito in modo onorevole e con rapida risposta agli uragani in America Centrale, in Indonesia, tsunami, e, con il terremoto in Pakistan sono stati i primi ad intervenire offrendo le più importanti risorse e senza imporre alcuna condizione. Non è stato il caso di Cuba. E ’imbarazzante e vergognoso che la politica interferisca in un momento in cui il popolo cubano soffre. [[Frances Robles, «Political Dispute Delaying US Storm Aid to Cuba», The Miami Herald, 13 de septiembre de 2008.

[14] Granma, «Acuerda Consejo de Ministros de Timor Leste donación de 500 000 dólares a Cuba para ayudar a restañar daños del huracán Gustav», 5 de septiembre de 2008.

[15] Frances Robles, «Political Dispute Delaying US Storm Aid to Cuba», op.

[16] Frances Robles, «Oferta de ayuda de EEUU provoca choque político», El Nuevo Herald, 12 de septiembre de 2008.

[17] Cubain ministero delle Relazioni esterne, «Cuba saldrá adelante», Granma, 11 de septiembre de 2008.

[18] Ibid.

[19] Ibid.

[20] Ibid.

[21] Prensa Latina, «Cuba reclama a EEUU eliminación definitiva del bloqueo», 7 de septiembre de 2008. Véase también Agence France Presse / El Nuevo Herald, «Cuba pide a EEUU levantar el embargo», 7 de septiembre de 2008; Andrea Rodríguez, «Cuba: embargo causa daños por 95.000 millones de dólares».

[22] Cubain ministero delle Relazioni esterne, "Cuba saldrá adelante", Granma, op. cit. cit.

[23] Matthew Lee, «Rice: Not Wise to End Cuban Economic Embargo Now», The Associated Press, 7 de septiembre de 2008.

[24] Frances Robles, «Gobierno cubano rechaza ayuda humanitaria de Estados Unidos», El Nuevo Herald, 16 de septiembre de 2008.

[25] The New York Times, «Help for Cuba and Haiti», 11 de septiembre de 2008.

[26] Anita Sow, «Cuba Declines US Disaster Assessment After Gustav», 6 de septiembre de 2008; Casey Woods & Lesley Clark, «Ike desata debate sobre las sanciones a Cuba», The Miami Herald, 10 de septiembre de 2008.

[27] Granma, «Ayuda para Cuba y Haití», 13 de septiembre de 2008; Andrea Rodríguez, «Cuba : embargo causa daños por 95,000 millones de dólares», The Associated Press, 18 de septiembre de 2008. Granma

[28] Fidel Castro, «El papel de bueno, ¿a costa de quién?», Granma, 17 de septiembre de 2008.

[29] Fidel Castro, «Dos veces la misma mentira», Cuba Debate, 18 septiembre 2008.

[30] Maurice Lemoine, «Cuba dans l’œil du cyclone», Le Monde diplomatique, 11 de septiembre de 2008.

[31] Will Weissert, «US Tops Cuba 1-0 in 1st Trip to Island in 61 Years», 7 de septiembre de 2008.