Washington non ha gradito la condanna da parte della Corte Internazionale di Giustizia (CIG) di alcune proprie sanzioni contro l’Iran.

Washington ha annunciato che impugnerà il Trattato bilaterale per l’amicizia, i rapporti economici e i diritti consolari del 15 agosto 1955, su cui si fondano le argomentazioni di Teheran.

La CIG sta ora esaminando un esposto in cui l’Autorità Palestinese denuncia l’illegalità del trasferimento dell’ambasciata USA a Gerusalemme. Il ricorso si fonda sul piano di divisione dell’ONU della Palestina e sulla Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche.

Poiché non è possibile ritirarsi da una decisione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il consigliere per la Sicurezza Nazionale, John Bolton, ha deciso di denunciare preventivamente tutti i trattati che autorizzano il ricorso alla CIG, fra cui il Protocollo opzionale alla Convenzione di Vienna.

La Corte Internazionale di Giustizia è l’erede della Corte Permanente di Arbitraggio, istituita dalla Conferenza dell’Aia del 1899, su iniziativa dello zar Nicola II e del presidente del Partito Radicale francese, Léon Bourgeois, per coadiuvare gli Stati a dirimere le controversie. Oggi la CIG è diventata la Corte di arbitraggio degli Stati membri dell’ONU. Non va confusa con i tribunali internazionali che pure hanno sede all’Aia.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo