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L’Arabia Saudita sapeva in anticipo degli attentati in Sri Lanka

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La polizia dello Sri Lanka ha arrestato un predicatore wahabita, Mohamed Aliyar, direttore del Centro di Guida Islamica di Kattankudy, città della parte orientale dell’isola, a maggioranza mussulmana.

Aliyar sarebbe legato a Zahran Hshim, capo dell’Operazione di Pasqua di Daesh, costata la vita a circa 270 persone e il ferimento di altre 500.

Il Centro di Guida Islamica, frequentato dal capo locale di Daesh, è finanziato dalle donazioni dei compagni di studi islamici incontrati da Mohamed Aliyar a Riad.

Il giornale libanese edito da Hezbollah, Alahed News, ha pubblicato un fac-smile del cablogramma, datato 17 aprile 2019, inviato dal ministro saudita degli Esteri all’ambasciatore in Sri Lanka, nel quale si legge:

«Urgente – Top secret
A Sua Eccellenza ambasciatore Abdul Nasser bin Hussein Al-Harethi
Lei deve immediatamente adottare le seguenti misure:
- 1° Eliminare tutti i documenti, i dati informatici, nonché la corrispondenza più recente con membri e gruppi nazionali e stranieri; deve imporre al personale dell’ambasciata il coprifuoco, salvo che [un viaggio] sia necessario;
- 2° Informare tutti coloro che sono in rapporto con il Regno dell’Arabia Saudita, principalmente consiglieri, forze di sicurezza e servizi d’intelligence, di evitare di recarsi nei prossimi tre giorni, in particolare nella giornata della Pasqua cristiana, in luoghi pubblici e affollati, soprattutto nelle chiese;
- 3° Inviare regolarmente a questo ministero notizie scritte relative alle autorità dello Sri Lanka e ai loro punti di vista.
Firmato: Ibrahim bin Abdul Aziz al-Assaf, ministro degli Esteri
»

Gli attentati datano 21 aprile 2019.

La rete televisiva ufficiale saudita Al-Arabiya il 1° febbraio 2014 aveva diffuso la notizia che Daesh era guidato dal principe Abdul Rahman al-Faiçal, fratello dell’allora ministro degli Esteri.

In seguito al discorso di Riad del presidente Donald Trump, l’Arabia Saudita aveva smesso di appoggiare le organizzazioni jihadiste. Ciononostante, la vicenda del “Movimento per la Fede” — ribattezzato dalla propaganda britannica “Esercito di salvezza dei Rohingya dell’Arakan” — ha dimostrato che nel 2017 l’Arabia Saudita dirigeva il terrorismo rohingya in Myanmar. Da allora numerose informazioni non verificate sostengono che Riad ha ripreso in mano il movimento jihadista.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

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