Il futuro presidente del Comitato dei capi di stato-maggiore USA, generale Mark A. Milley, l’11 luglio ha affermato che, secondo lui, per i prossimi 50-100 anni la Cina sarà il principale avversario degli Stati Uniti.

Per contrastare le difese delle città costiere cinesi, il Pentagono ha bisogno di missili a medio raggio, ossia del tipo vietato proprio dal Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (INF, Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty) che gli Stati Uniti intendono abrogare.

Da oltre un anno e mezzo il Pentagono ha rilanciato la fabbricazione di questo tipo di missili, che possono essere installati solo violando il Trattato INF. Le società coinvolte nel progetto sono le statunitensi Raytheon (536,8 milioni di dollari), Lockheed Martin (267,6 milioni di dollari), Boeing (244,7 milioni), Northrop Grumman (2,7 milioni), nonché l’inglese BAE Systems (47,7 milioni) e la francese Thales (16,2 milioni).

La NATO afferma anche di avere informazioni secondo cui la Russia avrebbe violato il Trattato, mettendo a rischio l’equilibrio mondiale; un’affermazione non verificabile.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo