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Le banche libanesi parzialmente bloccate da una legge Usa

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Riad Salamé, governatore della Banca centrale del Libano, in un’intervista alla LBCI (Lebanese Broadcasting Corporation International, rete televisiva libanese, ndt) del 28 aprile scorso, ha illustrato le modalità di applicazione della legge statunitense Hezbollah International Financing Prevention Act [1].

«La prossima settimana sarà emanata una circolare che (…) imporrà alle banche di conformarsi ai decreti di applicazione (della legge statunitense). Reputiamo di non poter fare altrimenti (…) in quanto abbiamo l’obbligo di proteggere il sistema bancario, che sopravvive grazie agli scambi con le banche corrispondenti», ha comunicato.

Da quattro mesi il Libano vive al ritmo di dichiarazioni contraddittorie sulle conseguenze di una legge straniera che assimila la Resistenza libanese a un’organizzazione terrorista e a un cartello della droga.

Ciononostante il governatore ha precisato che imporrà alle banche il rispetto di quanto la legge statunitense esige.

Così, il versamento degli stipendi di deputati e ministri appartenenti a Hezbollah sarà autorizzato purché costoro non li utilizzino per finanziare il partito.

«Per l’applicazione di questa legge sono stati adottati criteri che stabiliscono che i conti da chiudere sono quelli degli affiliati a Hezbollah, in quanto istituzione, e ai nomi che figurano nella lista dell’OFAC [2], né più né meno (…) La circolare precisa anche che le banche sono tenute, in caso di chiusura (o di rifiuto di apertura) di un conto bancario, a trasmettere alla BDL (Banca del Libano, ndt) le ragioni di questa (decisione) e così pure il nome dell’intestatario del conto», ha continuato Salamé.

Il governatore ha inoltre smentito Le Monde, secondo cui il Libano sta per essere inserito nella lista dei paradisi fiscali dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ndt). Il segreto bancario, ha detto, è mantenuto a condizione che non serva a nascondere l’evasione fiscale, ma solo a tutelare la vita privata, e il Libano si è piegato agli obblighi internazionali in materia di scambio d’informazioni bancarie con l’adattamento legislativo di novembre 2015.

Il viceministro americano al Tesoro, incaricato degli Affari di finanziamento al terrorismo, Daniel Glazer, dovrebbe recarsi in Libano per controllare l’applicazione della legge statunitense.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo

[1] “Hezbollah International Financing Prevention Act of 2015 (H.R.2297)”, Voltaire Network, December 16th, 2015.

[2] Office of Foreign Assets

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