Il governo di Narendra Modi ha dichiarato che non parteciperà al progetto del Quadrilateral Security Dialogue (QSD), chiamato «Quads».

Il progetto, messo a punto durante l’amministrazione Bush Jr., avrebbe dovuto contrastare l’influenza cinese nel Pacifico attraverso un’alleanza con Giappone, Australia e India. Fallì nel 2010, subito dopo l’annuncio del presidente cinese Xi Jinping del progetto della «via della seta». In quel momento l’Australia ritenne più prudente cooperare con Beijing. Il progetto «Quads» ha ripreso vita nel 2017, grazie a un cambio di governo a Canberra.

L’attuale primo ministro australiano, Malcom Turnbull, si è recato il 24 febbraio 2018 alla Casa Bianca per perorarne la causa. Il 30 maggio scorso il segretario USA alla Difesa, Jim Mattis, ha ribattezzato il comando delle forze militari degli Stati Uniti nel Pacifico «US IndoPaCom», lasciando supporre un possibile accomodamento con l’India.

I progetti di basi marittime indiane nel Pacifico sembrano però non avere futuro. Parrebbe che New Delhi voglia, per pragmatismo, abbandonare la retorica anticinese degli induisti del PJP, il partito di Modi, per tornare alla strategia di non-allineamento, tradizionalmente difesa dal partito del Congresso, oggi all’opposizione.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo