Gli Stati Uniti, che oggi sono i primi produttori mondiali di petrolio, grazie all’estrazione di quello di scisto, potrebbero mantenere il primato più a lungo del previsto.

L’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEP) ha riconosciuto di non essere in grado di mantenere il prezzo del grezzo sotto i 60 dollari il barile. Washington potrebbe progressivamente aumentare i prezzi dal 2022, così da garantirsi la redditività del petrolio di scisto, nonostante il sempre maggior costo dell’estrazione.

Traduzione
Rachele Marmetti
Giornale di bordo